Emergenza furti d’auto in Italia: la Fiat Panda resta il bersaglio numero uno
Il fenomeno dei furti di veicoli nel nostro Paese non accenna a placarsi, anzi, i dati più recenti evidenziano una ripresa preoccupante. Secondo l’ultimo report di LoJack, nel corso del 2024 si è registrato un incremento del 3% nelle sottrazioni, portando il numero complessivo di veicoli rubati a quota 136.201. Un dato che non si toccava dal 2018 e che accende i riflettori su un mercato nero sempre più florido.
I numeri del fenomeno: boom per i mezzi commerciali
Se per le autovetture l’aumento si attesta su un +6%, il dato che colpisce maggiormente riguarda i veicoli commerciali, le cui sparizioni sono letteralmente raddoppiate con un impressionante +112%.
Dal 2013 ad oggi, la statistica è impietosa: su 1,7 milioni di mezzi rubati, ben 1 milione è svanito nel nulla. Attualmente, le forze dell’ordine riescono a recuperare solo il 45% dei veicoli sottratti, segno che le organizzazioni criminali sono diventate estremamente efficienti nella gestione della “refurtiva”.
Le aree geografiche e il “metodo dei 30 secondi”
Il crimine non è distribuito equamente lungo la penisola: l’80% degli episodi avviene in cinque regioni chiave:
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Campania
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Lazio
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Sicilia
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Puglia
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Lombardia
Nelle aree metropolitane, i ladri hanno affinato una rapidità d’esecuzione chirurgica: riescono a forzare l’ingresso e avviare il motore in appena mezzo minuto. Una volta prelevata, l’auto viene portata in officine clandestine dove viene smembrata in tempi record. I componenti vengono poi spediti verso i mercati esteri, in particolare in Nord Africa, Medio Oriente ed Europa dell’Est.
Tecnologia contro sicurezza
Le vecchie tecniche di scasso hanno lasciato il posto a strumenti hi-tech. I malintenzionati utilizzano oggi dispositivi elettronici in grado di violare i sistemi di apertura keyless e bypassare le centraline moderne. Nonostante l’uso di GPS e radiofrequenze da parte delle autorità, la velocità con cui le auto vengono smontate rende spesso vano ogni tentativo di rintracciamento.
Perché proprio la Panda?
Con 13.311 furti (circa il 20% del totale), la Fiat Panda si conferma la “regina” incontrastata delle auto preferite dai ladri. I motivi di questo primato negativo sono principalmente tre:
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Capillarità: È l’auto più presente sulle strade italiane.
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Semplicità: È strutturalmente facile da smontare velocemente.
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Rivendibilità: La richiesta di pezzi di ricambio usati per questo modello è altissima sia in Italia che all’estero.
Consigli per limitare i rischi
Sebbene nessun sistema sia infallibile, è possibile alzare il livello di difficoltà per i ladri seguendo alcune accortezze:
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Adottare sistemi di antifurto satellitari con funzionalità di blocco motore a distanza.
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Non sottovalutare i deterrenti meccanici (come il classico bloccasterzo), che possono scoraggiare i furti rapidi.
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Utilizzare, dove possibile, parcheggi protetti o con videosorveglianza.
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Mantenere l’abitacolo libero da oggetti di valore che possano attirare l’attenzione.